La tangenziale di Massalengo resta in attesa di una soluzione per il completamento della copertura finanziaria. È quanto emerge dall’aggiornamento diffuso dal sindaco Severino Serafini dopo l’assemblea pubblica del 29 settembre 2026, svoltasi presso l’ex Oratorio di Motta Vigana, durante la quale è stato illustrato lo stato dell’iter progettuale e amministrativo dell’opera.
Il primo cittadino ha ringraziato i partecipanti per «l’ampia e attiva partecipazione», annunciando anche la distribuzione, nei prossimi giorni, di un volantino informativo destinato a tutta la cittadinanza.
Il progetto è approvato, ma mancano le risorse
Il 29 settembre la Giunta comunale ha approvato il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE). Un’approvazione di carattere esclusivamente tecnico, che non permette ancora di procedere con le fasi successive in assenza della copertura finanziaria completa.
Il costo dell’opera, inizialmente stimato tra gli 8 e gli 8,5 milioni di euro, è salito a 9,4 milioni in seguito all’applicazione del nuovo Prezzario regionale 2026. Attualmente il Comune dispone di una copertura finanziaria di circa 6,6-7 milioni di euro, tra fondi privati e capacità di bilancio. Restano quindi da reperire circa 2,5 milioni.
«L’iter non può procedere oltre a causa della mancanza della totale copertura finanziaria», spiega Serafini, sottolineando che il progetto è già inserito sia nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) sia nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS).
Convocati Provincia e Comuni confinanti
Per affrontare il problema delle risorse mancanti, il Comune ha convocato ufficialmente in Municipio la Provincia di Lodi e tutti i Comuni confinanti, con l’obiettivo di individuare una strategia comune.
Il sindaco richiama in particolare gli impegni assunti nel giugno 2025, quando Massalengo accettò di non bloccare più il traffico pesante sulla SP 23. Ora, secondo Serafini, spetta alla Provincia di Lodi fare leva sul proprio ruolo istituzionale nei confronti di Regione Lombardia per individuare i finanziamenti necessari.
Anche i sindaci dei Comuni vicini, riferisce il primo cittadino, riconoscono l’importanza della tangenziale per evitare che il traffico pesante si riversi sui rispettivi territori.
Resta aperto il ricorso al TAR
Accanto alla questione economica, rimane da affrontare anche il fronte giudiziario. È infatti pendente un ricorso al TAR, presentato all’inizio del 2023 da un agricoltore interessato dagli espropri, contro la variante puntuale al PGT con cui il Comune ha reinserito il tracciato della tangenziale nella pianificazione territoriale.
Il tribunale amministrativo ha calendarizzato le prime udienze e, secondo quanto comunicato dal Comune, si potrebbe arrivare a una sentenza già entro la fine del 2026. L’Amministrazione ha annunciato che difenderà la validità delle proprie scelte urbanistiche nelle sedi opportune.
«Continueremo a informarvi con la massima trasparenza e tempestività su ogni sviluppo, sia sul fronte del confronto istituzionale che su quello giudiziario», conclude il sindaco Severino Serafini.





