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Cronaca

Tragedia in A1, addio a Dario Boldis

Un percorso che ripeteva quasi ogni sera, dal lunedì al giovedì, per raggiungere Bologna e consegnare farmaci e materiale medico. Per Dario Boldis, 28 anni, residente a Massalengo, quella strada era ormai parte della routine. Da circa un anno lavorava come corriere per Phse, azienda di San Martino in Strada, e da poco aveva ottenuto un contratto a tempo indeterminato: un traguardo che gli garantiva stabilità per sé, per la moglie Serena e per i due figli di 9 e 3 anni e mezzo.

L’incidente fatale è avvenuto nella notte tra mercoledì 11 e giovedì 12, lungo l’Autostrada del Sole all’altezza di Alseno, mentre rientrava verso il Lodigiano. Secondo i dati del Gps installato sul furgone, lo schianto è avvenuto poco prima dell’una di notte. Il mezzo si è scontrato con un veicolo da cantiere fermo sulla terza corsia per i lavori in corso sulla tratta emiliana della A1. L’impatto è stato devastante: il furgone si è ribaltato e ha terminato la sua corsa a diversi metri di distanza, mentre per il giovane non c’è stato nulla da fare. La notizia del decesso è arrivata ai familiari soltanto dopo diverse ore.

Le indagini e l’attesa

La Procura della Repubblica di Piacenza ha aperto un fascicolo per chiarire la dinamica del sinistro. Resta ancora da definire se verrà disposta un’autopsia e, soprattutto, quando i familiari potranno celebrare i funerali. Un’attesa che pesa, soprattutto per la moglie Serena, che già nella notte dell’incidente si era allarmata non riuscendo più a mettersi in contatto con il marito. Da allora la famiglia chiede risposte: l’incidente risale al 12, e a oggi non è ancora chiaro quando sarà possibile dare l’ultimo saluto a Dario.

Il ricordo in azienda

Appassionato di musica, Boldis era molto stimato sul posto di lavoro per l’impegno costante che metteva ogni giorno. Oltre all’attività di trasporto si occupava anche della lavorazione, e nei primi quattro giorni della settimana, dopo le 20.30, partiva alla volta di Bologna per le consegne notturne. Tornava a casa quando ormai la mezzanotte era passata da un pezzo, per riabbracciare la sua famiglia. Quelle ore di sacrificio gli avevano permesso di costruirsi una prospettiva concreta, interrotta improvvisamente lungo la corsia dell’A1.

Fonte: Il Cittadino